Genova canta il tuo canto!
Entro una grotta di porcellana
Sorbendo il caffè
Guardavo dall’invetriata la folla salire veloce
Tra le venditrici uguali a statue, porgenti
Frutti di mare con rauche grida cadenti
Dino Campana (Genova)
Assaggi e degustazioni in locali storici
Visita guidata del centro storico di Genova con assaggi e degustazioni in locali storici. I profumi e i

sapori tipici della tradizione culinaria ligure saranno il fil rouge che ci guiderà nel labirinto dei caruggi del centro storico medioevale, dove anche i nomi delle vie spesso richiamano un passato legato a corporazioni e attività artigiane, come vico del ferro o via degli orefici. Via Macelli di Soziglia prende il nome dalle botteghe dei macellai, presenti qui fin dal medioevo; tra esse, pollerie con banconi in marmo decorati e antiche attrezzi del mestiere.
In alcuni locali storici potremo assaggiare la tipica focaccia genovese, la focaccia al formaggio di Recco, torte di verdure ripiene, come la torta pasqualina e il polpettone. Tra le friggitorie di sottoripa, dove i genovesi comprano i friscieu, e tra le sciamadde (il nome indica la “fiammata” nel

forno a legna) scopriremo, con aneddoti e curiosità, come anche le botteghe contribuiscano a definire l’identità urbana della città. Potremo assaggiare la panissa e la farinata di ceci: una leggenda racconta che la farinata sia nata per caso nel 1284 quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le navi genovesi, tornando vittoriose, si imbatterono in una forte tempesta che fece ribaltare alcuni sacchi di farina di ceci e dei barilotti di olio. Il tutto si inzuppò di acqua marina salata; provando a cuocere questo impasto nacque la farinata, definita “l’oro di Pisa” per schernire i pisani sconfitti.
L’Albo delle botteghe storiche comprende negozi e attività artigianali tradizionali attive da almeno

70 anni (ma in alcuni casi sono anche oltre due secoli!): tra le specialità più elaborate spicca il cappon magro, scenografica insalata fredda di pesce a più strati. Potremo assaggiare le trofie al pesto o i pansotti con salsa di noci, sorseggiando un bicchiere di vermentino.
Tra i dolci più famosi: il pandolce genovese, il castagnaccio, i biscotti del Lagaccio, i canestrelli. Stando alla leggenda, il pandolce(panduçe)sarebbe nato nel XVI secolo: è un pane lievitato e impreziosito con uva passa, pinoli, frutta candita e semi di finocchio che doveva essere nutriente e durare molto per poterlo trasportare nei lunghi viaggi di mare.
La confetteria Romanengo, attiva dal 1780, propone frutti e fiori canditi (petali di rose, violette)

gelosamente conservati in contenitori riposti in scaffali di palissandro intarsiato. Nelle vicinanze, un piccolo locale prepara un’ottima pànera, un semifreddo al caffè tipico di Genova: sarebbe nato nell’Ottocento per l’errore di un garzone che versò del caffè sulla panna montata.
L’elegante bar pasticceria Klainguti, fondato nel 1828 da quattro fratelli svizzeri, produce una particolare brioche ripiena di pasta di nocciola chiamata Falstaff. Fu realizzata per Giuseppe Verdi, cliente del locale, in occasione della prima rappresentazione del Falstaff a Genova. Sopra il bancone è incorniciato il biglietto di ringraziamento del Maestro: “Cari Klainguti, grazie dei Falstaff. Buonissimi… molto migliori del mio!”.
Botteghe storiche
Tra le botteghe storiche va annoverata l’antica barberia Giacalone, oggi di proprietà del FAI: realizzata nel 1908 costituisce un esempio raffinatissimo di Liberty e Art Déco, con cristalli colorati, appliques e poltrone d’epoca. Nella farmacia Alvigini, fondata nel 1906, arredi liberty in radica di ciliegio ospitano una collezione di vasi da farmacia, mortai e bilance di grande valore. Di fronte alla Cattedrale un negozio di inizio Ottocento espone i tipici mezzari genovesi: dall’arabo antico mizar (coprire) sono pezze di cotone o lino usata un tempo dalle donne per coprirsi il capo.
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