TREKKING NEL SAVONESE

Escursioni e Trekking nel savonese: il Sentiero del Pellegrino a Varigotti, i più bei sentieri del finalese, il tour dei Castelli a Finalborgo e Noli, Verezzi, la via Julia Augusta tra Albenga ed Alassio, e molto altro!

Presentiamo una serie di escursioni e trekking in provincia di Savona. Alcuni sentieri sono di media difficoltà, altri più semplici, ma per tutti è richiesta una buona preparazione, abbigliamento ed equipaggiamento adeguati (necessarie scarpe da trekking, borraccia, cappellino).

1 – Sentiero del Pellegrino (Noli – Varigotti)

2 – Via romana Julia Augusta (Albenga – Alassio)

3 – Tour dei Castelli (entroterra di Finalborgo)

4 – Escursione al Castello di Noli

5 – Escursione alle borgate di Verezzi

6 – Il Promontorio di Varigotti e la chiesa di S. Lorenzo Vecchio

7 – Varigotti e le sue borgate: Pino, Chien, Ca’ dei Mori. L’altopiano di Isasco

8 – I Ponti Romani e l’Arma delle Mànie

9 – I più bei sentieri del Finalese

10 – Il sentiero di Ilaria del Carretto (Castelvecchio di Rocca Barbena – Zuccarello)

11 – Laigueglia – Colla Micheri – Andora

12 – Pietra e il Trabocchetto

13 – Da Alassio a Moglio

Il paesaggio italiano non è solo natura. Esso è stato modellato nel corso dei secoli da una forte presenza umana. È un paesaggio intriso di storia e rappresentato dagli scrittori e dai pittori italiani e stranieri e, a sua volta, si è modellato con il tempo sulle poesie, i quadri e gli affreschi”. (Mario Calidoni, 2006)

1 – Sentiero del Pellegrino (Noli – Varigotti)

Tra le escursioni più belle e popolari della zona troviamo il trekking tra Noli e Varigotti ribattezzato da alcuni anni Sentiero del Pellegrino. Partiti da Noli, in breve ci troviamo immersi nella vegetazione costiera, con vista panoramica sulla baia, sull’isola di Bergeggi e sulla riviera ligure. Sono i sentieri che Dante citò nel IV canto del Purgatorio (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…”). Lungo il percorso incontreremo testimonianze storiche: i resti del lazzaretto, luogo ove i

La Grotta dei Falsari  

marinai nolesi dovevano passare la quarantena tornando da viaggi in paesi lontani, i ruderi della chiesa di Santa Margherita (abside romanica) e l’eremo del capitano d’Albertis. Con una deviazione si raggiunge la Grotta dei Falsari dove in antico i contrabbandieri nascondevano le loro merci. Si tratta di un antro roccioso che si affaccia sul mare con una spettacolare apertura semicircolare. Proseguendo si raggiunge il punto più alto, la sommità del Monte di Capo Noli (276 mt slm). La vista spazia dalle Alpi Apuane a Portofino, a Capo Mele. Nelle giornate più limpide è possibile scorgere la Corsica. Durante l’escursione guidata

La Baia dei saraceni vista dal Sentiero del Pellegrino  

si costeggia la “Torre delle Streghe” (1582), confine tra la Repubblica di Noli e il Marchesato di Finale (streghe era il soprannome affibbiato alle donne di Varigotti). Inizia la discesa che conduce a Varigotti, a tratti ripida e sassosa; quasi in prossimità del borgo si incontra il singolare monumento realizzato accanto al proprio orto da Giuseppe Cerisola, per ricordare le tante persone che egli salvò dall’annegamento.  Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Noli.

2 -Via romana Julia Augusta (Albenga – Alassio)

Passeggiata storico-naturalistica di fronte all’isola Gallinaria, dalla curiosa forma di tartaruga.                             

Il percorso è molto semplice se si fa solo il primo tratto e si torna ad Albenga, è relativamente più

L’isola Gallinara vista dalla via Julia Augusta.  

impegnativo se si prosegue sino ad Alassio (circa 7 km); comunque, a parte il tratto iniziale, non presenta dislivelli significativi. Costruita nel 13 a.C. dall’Imperatore Ottaviano Augusto, fino al primo Ottocento fu l’unica via di comunicazione che attraversava il ponente ligure. Successivamente  Napoleone e  i Savoia costruirono la strada litoranea che oggi ha il nome di Via Aurelia. Lungo la prima parte del tracciato sono visibili i resti delle terme, dell’anfiteatro romano e di imponenti monumenti funebri (I-II sec. d.C.). Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Albenga.

3 – Tour dei Castelli (entroterra di Finalborgo)

L’escursione, di carattere storico – naturalistico, muove da Finalborgo, salendo lungo la via della Regina (strada Beretta). In breve si raggiunge il poderoso Castel San Giovanni (XVII sec.) che ingloba l’antico torrione medioevale in cui si raccordavano le mura del Borgo. Proseguendo nella macchia mediterranea, ad un tratto appariranno le scenografiche rovine dell’antica residenza marchionale, Castel Gavone, conlasplendidaTorre dei Diamanti,  caratterizzata da un

Castel S Giovanni e, sullo sfondo, Castel Gavone  

 raffinatissimo bugnato in pietra del Finale.  Continuando il percorso noteremo che la macchia mediterranea è sostituita da terrazzamenti (fasce) olivati: siamo ormai in prossimità del piccolo nucleo rurale di Perti. Qui, vicino alla chiesa di S. Eusebio, fu rinvenuta l’epigrafe funeraria del piccolo Lucius (362), una delle più antiche attestazioni datate della diffusione del cristianesimo nell’Italia settentrionale. Poco oltre, la chiesadi Nostra Signora di Loretoo dei cinque campanili (1488) testimonia gli scambi culturali con  le grandi signorie milanesi; si tratta di un preziosissimo episodio di architettura rinascimentale che richiama, in piccolo, la cappella Portinari a Milano. Da qui scenderemo nella valle dell’Aquila, tra piccoli nuclei contadini in un paesaggio agreste di grande fascino. In breve si torna a Finalborgo. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Finalborgo.

4 – Escursione al Castello di Noli

Mi sovviene il muretto sopra Noli dove indugiai un pomeriggio a prendere il sole. Il mare non s’udiva. Sulla spiaggia i pescatori rammendavano le reti. Mi pareva dolce finire la vita in una di quelle casette screpolate. Da un orticello lì sotto saliva l’odorino dei chinotti in fiore.
(Camillo Sbarbaro)

Noli, il Castello di Monte Ursino

Tramite il sentiero che, secondo la tradizione, ispirò Dante nell’ideazione del Purgatorio, raggiungeremo la sommità del monte Ursino (120 mt s.l.m.) ed entreremo nelle scenografiche rovine del castello (ingresso a pagamento); da lassù si gode di una splendida vista su Noli e sulla costa ligure. Nelle giornate più limpide è possibile vedere la Corsica e le Alpi Apuane.   Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Noli.

5 – Escursione alle borgate di Verezzi

Tramite i sentieri che fino ai primi del Novecento erano le uniche vie d’accesso a Verezzi, si raggiungono i quattro nuclei che lo compongono, disposti a quote diverse e  collegati da “carruggi” e “creuze”:  Piazza, Poggio, Crosa e Roccaro,  solitari monumenti in pietra sul pendio dell’Orera.

La struttura architettonica delle quattro borgate, tra archi di collegamento, archivolti e porticati, è

Verezzi

pressoché intatta. Poco sopra Corsa, si raggiunge una caverna, l’“Arma della Crosa” purtroppo svuotata in passato del suo deposito e dunque priva di interesse paleontologico. Un sentiero conduce al   “mulino fenicio“, un raro esempio di mulino eolico.

Si può tornare a Borgio con un percorso ad anello, oppure  scendere a Finalborgo con un sentiero immerso nella lecceta. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Finalborgo.

6 – Il Promontorio di Varigotti e la chiesa di S. Lorenzo Vecchio

Dal borgo vecchio di Varigotti, con le sue case affacciate sulla spiaggia, saliremo sulla sommità del Promontorio scoprendo curiose strategie di difesa delle piante e il loro adattamento alle condizioni climatiche dell’ambiente: luce, siccità, temperatura, salinità (con le formazioni alofite). L’Area

Il Promontorio di Varigotti visto dal sagrato di S. Lorenzo Vecchio  

Naturale di Punta Crena, tra “fasce” e ulivi, ci farà godere di uno splendido panorama sulla Baia dei Saraceni e sul mar ligure.  Proseguiremo verso l’antica chiesa di S. Lorenzo (VI/VII – XVI secolo): cenobio benedettino in un passato ormai remoto, fu parrocchia di Varigotti fino al 1585. Alta su uno sperone roccioso a dominio della baia dei Saraceni, San Lorenzo ricorda la lirica “Sere di Liguria”, dove  Vincenzo Cardarelli paragona le nostre chiese a “navi che stanno per salpare”. Tutto attorno, uno strapiombo vertiginoso di candide rocce, che si tingono di rosa alla luce del tramonto. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Finalborgo oppure Noli.

7 – Varigotti e le sue borgate: Pino, Chien, Ca’ dei Mori. L’altopiano di Isasco

Il fronte collinare che domina Varigotti si presenta articolato in strette vallette scoscese, fasce

Varigotti, borgata Pino  

coltive, pareti rocciose e poggi sui quali si arroccano antiche borgate. Varigotti ha mantenuto nel tempo le caratteristiche di abitato sparso, composto di nuclei isolati abbarbicati sulle falde litoranee (Pino, Chien, Giardino, Ca’ dei Mori…) o adagiati sull’altopiano di Isasco e delle Manie. Prima dello sviluppo turistico e fino alla costruzione della ferrovia e della strada napoleonica, l’ambiente era agreste ed isolato. Il Pinopresenta edifici fortemente addensati tanto da

Varigotti, borgata Chien  

fondersi in architetture unitarie. La borgata Chien, dal fiero aspetto difensivo, consente di apprezzare la simbiosi tra gli elementi naturali e le strutture create dall’uomo, essendo edificata su articolazioni naturali degli scoscendimenti rocciosi. Il vallone di Isasco, abitato fin dall’antichità, fu sede di un fundus romano dal I secolo d. C. Nel 1952  venne casualmente scoperta una necropolidi età imperiale. Si può tornare a Varigotti percorrendo il sentiero balcone sul mare. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Finalborgo.

8 – I Ponti Romani e l’Arma delle Mànie

Escursione ad anello tra le Valli Sciusa e Ponci seguendo un tratto della Via Romana Iulia Augusta. Caratterizzati da eccezionali caratteristiche ingegneristiche e da tecniche costruttive all’avanguardia i cinque ponti romani (I/II sec. d.C.) si trovano oggi emarginati dal moderno sistema viario, in una

Ponte delle Fate  

 valle ombrosa e suggestiva. Il primo ponte, detto delle Fate, è quello conservato meglio, tuttora utilizzato anche dal limitato traffico automobilistico.  Il Ponte Sordo è quasi scomparso mentre del  Ponte Muto è visibile l’arcata a tutto sesto. Una deviazione conduce alla zona delle Cave Romane. Risalendo la valle si trova ancora il Ponte dell’Acqua, parzialmente interrato. L’itinerario di visita può concludersi all’Arma delle Manie, una grande caverna su cui è abbarbicato un insediamento rurale che fa di questo sito un’area abitata senza soluzione di continuità fin dai tempi più remoti. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Finalborgo.

9 – I più bei sentieri del Finalese

Il castrum di S. Antonino, la Rocca di Perti, Pianmarino.

Castrum di S. Antonino  

Il castrum di S. Antonino (fine VI sec.) è un importante esempio di fortificazione  bizantina e mostra i rapporti commerciali con varie aree del Mediterraneo. E’ dominato dalla cappella protoromanica (X-XI secolo) di S. Antonino: la tradizione racconta che nella grotticella sotto la cripta viveva un oracolo cui ci si rivolgeva per avere notizie dei congiunti lontani. Un percorso ad anello consente di raggiungere la valle pensile di Montesordo e Pian Marino.

La rocca di Perti e il “Villaggio delle Anime”

Il  Villaggio delle Anime (tra l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro) si raggiunge inerpicandosi sulla sommità della Rocca di Perti (397 mt slm),    ambiente prediletto da rocciatori e amanti del free climbing. Il percorso tocca valli sospese, grotte, doline e falesie, con rilevante interesse geologico. Durante l’escursione naturalistica si potrà osservare la Campanula isophylla, specie protetta endemica del Finalese, e con un po’ di fortuna si potrà incontrare la magnifica lucertola ocellata.

Lacremà e Camporotondo.

Lasciata l’imponente chiesa di S. Cipriano e il borgo di Lacremà, con antiche case in pietra del Finale, si risalgono i sentieri che raggiungono “Camporiundo” un misterioso recinto megalitico.

L’altopiano di San Bernardino e i “ciappi”.

Lungo i sentieri che si sviluppano nel selvaggio altopiano di san Bernardino, costeggiando i  “ciappi”, ampi lastroni di roccia recanti incisioni rupestri, raggiungeremo la chiesa medievale di San Lorenzo a Orco. Citata nel 1195, è collocata sull’altura  in cui sorgeva il “castrum Orche”.

Le escursioni ambientali e le visite guidate a Varigotti e nel Finalese ci faranno conoscere ed

Altopiano delle Manie, loc. Brea  

amare la vegetazione tipica dell’ambiente costiero, caratterizzato dalla macchia mediterranea e dalla presenza di formazioni particolari, legate a micro-ambienti specifici, tra cui le alofite, resistente ad alte concentrazioni di sale (Finocchio marino). Tra le tante specie presenti: il Timo maggiore, la Ruta, l’Assenzio arborescente, caratterizzato dalla tonalità chiara delle foglie  che permette una minore traspirazione, l’Alaterno, il Lentisco, con foglie coriacee,   l’Euforbia arborea che si difende dalla siccità perdendo le foglie in estate (estivazione).

10 – Il sentiero di Ilaria del Carretto (Castelvecchio di Rocca Barbena – Zuccarello)

Escursione guidata lungo il sentiero di Ilaria Del Carretto: tra Castelvecchio di Rocca Barbenae

Castelvecchio di R. B., da qui parte il sentiero di Ilaria

Zuccarello un sentiero ricco di essenze sempreverdi della macchia mediterranea raggiunge i ruderi del Castello dei marchesi Del Carretto, in posizione dominante sulla Val Neva. Qui trascorse la sua infanzia dorata  Ilaria Del Carretto. Sposatasi con Paolo Guinigi signore di Lucca, Ilaria morì di parto nel 1405, a soli 26 anni. La sua bellezza rifulge ancora nel Duomo della città toscana, immortalata nel celebre monumento funebre di Jacopo della Quercia. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Villanova/Zuccarello ed Albenga.

11 – Laigueglia – Colla Micheri – il Castrum di Andora

Da Laigueglia, lungo l’antica strada romana, si sale a Colla Micheri, un piccolo borgo medioevale noto sia per aver ospitato Papa Pio VII di ritorno dalla prigionia napoleonica, sia per essere stato

La Baia di Alassio vista da Colla Micheri

12 – Pietra Ligure e il Trabocchetto

Scelto come residenza da Thor Heyerdahl, il celebre antropologo norvegese che esplorò la Polinesia, le Galapagos e l’Isola di Pasqua. Le rovine del Castrum di Andora, unitamente all’attigua chiesa romanica dei Santi Giacomo e Filippo, formano uno dei siti storici monumentali più importanti del ponente ligure. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Albenga.

Attraverso il Parco Botanico, incantevole giardino colorato e profumato, si sale in prossimità del  sito di interesse archeologico di Rocca delle Fene per raggiungere la grande croce sommitale che da secoli protegge l’abitato di Pietra. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Albenga o Finalborgo.

13 – Escursione ad anello, da Alassio a Moglio

La strada che percorre la cresta della collina di costa lupara, con le sue dolci pendenze, porta a Torre Cazzulini, dove si imbocca un sentiero che raggiunge la frazione di Moglio, il paese dei tonnarotti, ovvero degli uomini che per sostentare la famiglia andavano a pesca di tonni. Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Albenga.

I sentieri in cui proponiamo le escursioni non hanno solo interesse dal punto di vista naturalistico ed

L’antica viabilità del comune di Varigotti (autonomo fino al 1869)  

ambientale, ma fanno parte di un paesaggio culturale caratterizzato da antichi terrazzamenti, piccoli borghi rurali, simboli materiali della civiltà contadina locale, ovvero sono frutto di un immenso lavoro manuale che si è sedimentato sul territorio, opera della fatica di migliaia di uomini ripetuta per secoli. Intorno agli anni Sessanta del Novecento si è attuata la definitiva rottura di quell’equilibrio territoriale che si era mantenuto dal medioevo. Siamo ora di fronte ad un processo forse irreversibile di uso consumistico, utilitaristico e livellatore di tutte le risorse del suolo, ivi comprese quelle
storiche. Tutto ciò che è stato registrato dal territorio è fonte di conoscenza, che deve essere inquadrata storicamente affinché possa acquistare un significato di valore interpretativo. La conoscenza e l’amore per il proprio territorio e le proprie radici, le tradizioni e la fede dei nostri vecchi, hanno in primo luogo l’importante funzione di consolidare l’identità locale e rafforzare il senso di comunità.

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