VIAGGI DI ISTRUZIONE IN LIGURIA PER LA SCUOLA SECONDARIA DI II° GRADO

Gli itinerari proposti hanno la durata di mezza giornata (mattino o pomeriggio). Abbinandoli ad altre attività si possono creare itinerari di visita di giornata intera.

La maggior parte delle località indicate presentano centri storici raccolti e pianeggianti,  pertanto

Tipico leudo ligure, imbarcazione usata un tempo per il piccolo cabotaggio  

sono visitabili senza difficoltà anche da parte di studenti in carrozzina o con difficoltà motorie. Gli itinerari possono essere proposti in qualsiasi mese dell’anno (non solo in primavera). In particolare si possono organizzare visite guidate, escursioni e trekking in occasione delle gite dell’accoglienza a inizio anno scolastico.

Percorsi didattici inclusivi: in presenza di studenti con disabilità cognitive medio-gravi si possono realizzare percorsi inclusivi utilizzando schedine con immagini. Durante l’attività si può dare spazio anche alla dimensione sensoriale tattile, in presenza di alunni non vedenti: toccare portali in ardesia o in marmo, sentire la forma di bassorilievi ed  intarsi, percepire la presenza di conchiglie e di fossili incastrati nella Pietra del Finale.

* Possibilità di prenotare un oratorio oppure spazi presso scuole locali per il pranzo al sacco al coperto in caso di maltempo.

* Possibilità di appoggiarsi ad uno stabilimento balneare per depositare gli zaini durante l’attività, servizi igienici, pranzo al sacco e relax.

* Possibilità di pranzo in ristorante / pizzeria convenzionato.

INDICE:

1) FINALBORGO E VARIGOTTI: NATURA, STORIA, MARE E CASTELLI

2) LA REPUBBLICA DI NOLI, IL SUO CASTELLO E IL SENTIERO DEL PELLEGRINO

3) L’ANTICA ALBINGAUNUM E I SUOI SENTIERI

4) ALLA SCOPERTA DI…GENOVA  

5) PORTOFINO E IL PARCO NATURALE

6) LA COSTA AZZURRA E L’IMPERIESE

7) SOGGIORNI  IN  LIGURIA

Il paesaggio italiano non è solo natura. Esso è stato modellato nel corso dei secoli da una forte presenza umana. È un paesaggio intriso di storia e rappresentato dagli scrittori e dai pittori italiani e stranieri e, a sua volta, si è modellato con il tempo sulle poesie, i quadri e gli affreschi”. (Mario Calidoni, 2006)

1) FINALBORGO E VARIGOTTI: NATURA, STORIA, MARE E CASTELLI

FINALBORGO, UN ANTICO MARCHESATO

Finalborgo era l’antico Burgus Finarii, fondato alla fine del XII sec. dai marchesi Del Carretto. Stretti nell’abbraccio delle mura, i suoi palazzi, le chiese, il convento domenicano ne fanno uno dei “Borghi più belli d’Italia”.  La ricca storia consente molteplici chiavi di lettura. I marchesi Del Carretto, che ne ebbero il dominio dal Medioevo fino al 1598, furono i mecenati che durante il Rinascimento vollero i  chiostri di S. Caterina (fine XV secolo) con colonne e capitelli in pietra del

La Basilica di S. Giovanni Battista a Marina  

Finale, lo splendido Castel Gavone, con l’imponente torre dei diamanti, i  tanti polittici cinquecenteschi. Il marchesato fu per secoli un lembo di Liguria non controllato da Genova: per mantenere la sua indipendenza si appoggiò politicamente ai Visconti e agli Sforza. Il campanile ottagonale (1463) di S. Biagio testimonia gli scambi anche culturali con la signoria milanese: impostato su una torre della cerchia muraria ricorda il campanile di S. Gottardo in Corte a Milano. Durante l’uscita didattica a Finalborgo scopriremo un affresco che rappresenta la punizione inflitta ad un sacerdote finalese che stava diffondendo le idee della Riforma luterana.

Dopo la pace di Cateau-CambrèsisFinale fu acquistata dalla Spagna e ne divenne l’accesso marittimo per raggiungere il ducato di Milano: sono gli anni descritti da Manzoni nei Promessi

Chiostri di S. Caterina  

Sposi. Il XVII sec. fu un’altra epoca d’oro per il Borgo, che si arricchì di monumenti secondo il gusto barocco; splendide le statue vestite conservate in S. Biagio, ispirate ai princìpi della Controriforma. All’interno della Basilica, la guida turistica vi farà scoprire la balaustra dell’altar maggiore, decorata a trompe-l’oeil con una finissima tovaglia eucaristica in marmo (1793). Fantasioso il pulpito in marmo (1765) che reca scolpiti i simboli degli Evangelisti. Tra i gioielli di Finalborgo vi è anche il Teatro Aycardi (1804), realizzato nel periodo napoleonico, un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura.

(La grande Storia incontra la storia locale. Tra gli argomenti toccati: Signorie, Stati regionali italiani, Umanesimo, Riforma – con il rev. Plagia che nel 1562 voleva aprire un cenacolo luterano a Finalborgo –  e Controriforma – con le splendide statue spagnole della Madonna vestita- , il Seicento e il Barocco, la fine dell’Ancien Régime).

L’itinerario proposto impegna il mattino (oppure il pomeriggio). Per creare un programma di giornata intera si può abbinare la visita di un’altra località, ad esempio Varigotti, oppure un trekking, come il tour dei Castelli.

VARIGOTTI, IL SENTIERO DELLA BAIA DEI SARACENI

Varigotti  

Dal borgo vecchio di Varigotti, con le sue case affacciate sulla spiaggia, costeggiando l’antica borgata della Costa, saliremo lungo il sentiero che sovrasta la Baia dei Saraceni. Con l’uso dei sensi scopriremo curiose strategie di difesa delle piante e il loro adattamento alle condizioni climatiche dell’ambiente: luce, siccità, temperatura, salinità (con le formazioni alofite).  Proseguiremo il percorso didattico verso l’antica chiesa di S. Lorenzo (VI/VII – XVI secolo): cenobio benedettino  in un passato ormai remoto, fu parrocchia di Varigotti fino al

L’antica borgata della Costa  

1585. La chiesa di San Lorenzo ricorda la lirica “Sera di Liguria”, dove  Vincenzo Cardarelli paragona le nostre chiese a “navi che stanno per salpare”.

Sui suoi muri antichi potremo cercare e toccare i fossili incastrati nella pietra del Finale ed osservare la Campanula isophylla, un endemismo che cresce solamente in questa zona (e in nessun altro posto al mondo!). Per il suo areale estremamente ristretto è a rischio estinzione; è protetta dalla Regione Liguria con la L.R 9/84. Tutto attorno candide rocce si tingono di rosa alla luce del tramonto.

TOUR DEI CASTELLI

L’escursione, di carattere storico – naturalistico, muove da Finalborgo, salendo lungo la via della

Castel Gavone  

Regina (strada Beretta). In breve si raggiunge il poderoso Castel San Giovanni (XVII sec.) che ingloba l’antico torrione medioevale in cui si raccordavano le mura del Borgo. Proseguendo nella macchia mediterranea, ad un tratto appariranno le scenografiche rovine dell’antica residenza dei marchesi, il rinascimentale Castel Gavone, conlasplendidaTorre dei Diamanti,  caratterizzata da un raffinatissimo bugnato in pietra del Finale.  Continuando il percorso noteremo che la macchia mediterranea è sostituita da terrazzamenti (fasce) olivati: siamo ormai in prossimità del piccolo nucleo rurale di Perti. Qui, vicino alla chiesa di S. Eusebio, fu rinvenuta l’epigrafe funeraria del piccolo Lucius (362), una delle più antiche attestazioni datate della diffusione del cristianesimo nell’Italia settentrionale. Poco oltre, la chiesadi Nostra Signora di Loretoo dei cinque campanili (1488) testimonia gli scambi culturali con  le grandi signorie milanesi, Visconti e Sforza; si tratta di un preziosissimo episodio di architettura rinascimentale che richiama, in piccolo, la cappella Portinari a Milano. Per tornare a Finalborgo scenderemo nella valle dell’Aquila, tra piccoli nuclei contadini in un paesaggio agreste di grande fascino.

2) LA REPUBBLICA DI NOLI, IL SUO CASTELLO E IL SENTIERO DEL PELLEGRINO

Mi cade in cuore Noli. Sdegnosa della terra, guarda il mare come un gabbiano ferito.

La montagna arcigna non ha a primavera il biancore d’un melo. Solo l’ulivo vi attecchisce.

Anche il mare è una fredda lavagna infinita, percorsa da brividi di vento.

Qui Dante discese e Bruno insegnò a’ putti la grammatica.
Di qui i navigatori partirono a doppiare il capo di Buona Speranza, quando il mare era pieno di meraviglioso.
(Camillo Sbarbaro)

NOLI, LA QUINTA REPUBBLICA MARINARA?

Noli e le torri comunali  

Ricordata da Dante nel IV canto del Purgatorio (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…”) come luogo aspro e di non facile accesso, Noli  è nascosta tra due pieghe della montagna, protesa verso il mare. Prima dell’apertura del tracciato attuale della via Aurelia, realizzato durante l’impero napoleonico, questo centro era raggiungibile solo via mare o scendendo per ripidi sentieri, come avviene ancora oggi a S. Fruttuoso, nel promontorio di Portofino.

Arricchitasi partecipando alle crociate, Noli si affrancò dai marchesi Del Carretto e divenne libero comune nel 1192. Il centro storico, caratterizzato dalle numerose torri comunali (che la tradizione vuole fossero addirittura 72!), conserva, in alcuni quartieri, quasi intatto il suo antico volto, con belle case del Duecento e del  Trecento.

Noli ritiene di essere la…quinta Repubblica Marinara anche se non ebbe mai i fondaci necessari per esserlo a pieno titolo. Per gli aiuti prestati al Papato e alla Lega Lombarda, nel 1239 Noli divenne sede vescovile per volontà di Gregorio IX, il papa che scomunicò Federico II; per quasi seicento anno fu una delle diocesi più piccole d’Italia.

I nolesi ritengono che qui nacque Antoniotto Usodimare, un protagonista dell’età delle

La cripta di S. Paragorio  

esplorazioni geografiche; egli nel 1460 scoprì le isole del Capo Verde. Noli ospitò nel 1576 il filosofo Giordano Bruno, che qui svolse la professione di “maestro di grammatica e cosmografia”.

Con la scoperta dell’America e lo spostamento dei traffici commerciali dal Mediterraneo all’Atlantico, la piccola rada di Noli perse sempre più importanza e così l’antica Repubblica divenne un borgo di pescatori. Ancora oggi molte famiglie praticano questa attività in modo tradizionale, uscendo in mare per calare le reti con piccoli gozzi; alla mattina vendono il pesce fresco sul lungomare. Con la visita guidata dell’Oratorio di S. Anna scopriremo i modellini marinari (ex-voto) che raccontano le insidie della vita di pescatori e naviganti (U mâ u l’a u numme cun le).

Il viaggio di istruzione a Noli può prevedere anche una delle seguenti visite:

Cattedrale di S. Paragorio.  L’antica Cattedrale di S. Paragorio, fuori dalle mura, venne costruita a metà del secolo XI sull’area di un precedente edificio paleocristiano. Si tratta di uno dei gioielli dell’architettura romanica, dichiarato monumento nazionale nel 1890. L’abside è decorata da 11 catini islamici (XI-XII sec.) che costituiscono un antichissimo esempio di maioliche murate.

Noli, il castello e la cinta muraria

Castello di Noli. Dall’alto del monte Ursino (121 metri), dominano il paese le grandiose e  scenografiche rovine del Castello (iniziato nel sec. XI), di cui restano il “mastio” e l’alta torre circolare di avvistamento; due cortine di mura merlate (XIII sec.) scendono  sino ai dirupi sul mare e verso l’abitato. Si tratta del monumento difensivo meglio conservato di tutta la Liguria di Ponente.

(La grande Storia incontra la storia locale. Tra gli argomenti toccati: l’incastellamento, la nascita dei Comuni, i guelfi e i ghibellini, le torri medioevali, lotte tra Papato e Impero)

L’itinerario proposto impegna il mattino (oppure il pomeriggio). Per creare un programma di giornata intera si può abbinare la visita di un’altra località. Suggeriamo: Finalborgo, oppure il trekking Noli – Varigotti (sentiero del Pellegrino) o un’escursione al castello.

IL SENTIERO DEL PELLEGRINO E LA GROTTA DEI BRIGANTI

Tra le escursioni più belle e popolari della zona troviamo il trekking tra Noli e Varigotti ribattezzato da alcuni anni come Sentiero del Pellegrino. Si può prevedere tutto o solo una parte (Noli-Capo

Le falesie di Capo Noli  

Noli- Grotta dei Falsari). Partiti da Noli, in breve ci troviamo immersi nella vegetazione costiera, con vista panoramica sulla baia, sull’isola di Bergeggi e sulla riviera ligure. Sono i sentieri che Dante citò nel IV canto del Purgatorio (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…”). Dal cosiddetto scoglio di Dante, una roccia che incontreremo lungo il cammino, il Sommo Poeta avrebbe osservato la struttura della Noli più antica, disposta su terrazzamenti semicircolari alle pendici del monte Ursino, traendone ispirazione per la struttura del Purgatorio.

Lungo il percorso incontreremo testimonianze storiche: i ruderi della chiesa di Santa Margherita (abside romanica), l’eremo del capitano d’Albertis ed i resti del lazzaretto; qui durante le epidemie, come la peste del Trecento, i marinai nolesi dovevano passare la quarantena tornando da viaggi in paesi lontani.

Con una deviazione si raggiunge la Grotta dei Falsari dove in antico i contrabbandieri

La Grotta dei Falsari  

nascondevano le loro merci. Si tratta di un antro roccioso che si affaccia sul mare con una spettacolare apertura semicircolare.

Proseguendo si raggiunge il punto più alto, la sommità del Monte di Capo Noli (276 mt slm). La vista spazia dalle Alpi Apuane a Portofino, a Capo Mele. Nelle giornate più limpide è possibile scorgere la Corsica, fino al 1768 dominio genovese. Durante l’escursione guidata si costeggia la “Torre delle Streghe” (1582), confine tra la Repubblica di Noli e il Marchesato di Finale (streghe era il soprannome affibbiato alle donne di Varigotti). Inizia la discesa che conduce a Varigotti, a tratti ripida e sassosa; quasi in prossimità del borgo si incontra il singolare monumento realizzato accanto al proprio orto da Giuseppe Cerisola, per ricordare le tante persone che egli salvò dall’annegamento.  Per creare un programma di giornata intera si può abbinare alla visita di Noli.

IL CASTELLO DI NOLI

Tramite il sentiero che, secondo la tradizione, ispirò Dante nell’ideazione del Purgatorio, raggiungeremo la sommità del monte Ursino (120 mt s.l.m.) ed entreremo nelle scenografiche

L’alta torre cilindrica e i resti del castello  

 rovine del castello. Nel X – XI secolo, per difendersi dalle incursioni saracene, i pochi abitanti abbandonarono l’insediamento di età tardo romana, costruito vicino al mare e privo di difese, e si ritirarono sul monte Ursino (incastellamento). Rimangono ancora le tracce delle antiche abitazioni, protette dalle mura e dal Castello voluto dai marchesi Del Carretto. Da lassù si gode di una splendida vista sul centro storico (costruito a partire dal XII sec.) e sulla costa ligure. Nelle giornate più limpide è possibile vedere la Corsica e le Alpi Apuane. 

Indicate scarpe da trekking o ginnastica.

3) L’ANTICA ALBINGAUNUM E I SUOI SENTIERI

ALBENGA ROMANA, BIZANTINA E MEDIOEVALE

Albenga, torre Costa e case medievali  

Fondata da una delle più potenti tribù del ponente ligure, Albenga divenne l’importante municipium romano di Albingaunum. Il periodo di maggior vivacità economica e culturale iniziò nel XI secolo, quando la città divenne libero comune. Il suo centro storico, ricco di testimonianze artistico culturali di grande pregio, si rivela un vero e proprio museo all’aperto, per la ricchezza delle  architetture e dei monumenti che custodisce. Il museo Civico Ingauno (ingresso libero) ha sede nel palazzo Vecchio del Comune (XIV sec), con una loggia aperta a pianterreno ed una torre a bifore. Contiene epigrafi di epoca romana e bizantina, sculture, cimeli ed unità di misura medioevali.

Il suggestivo cuore antico della città, di intenso carattere medievale, conserva numerose torri ed ha

Abside della Cattedrale romanico gotica  

un impianto urbanistico che ricalca quello della città romana. Con la guida turistica scopriremo la Cattedrale, edificio di origini romaniche più volte rimaneggiato che conserva preziose sculture e un campanile tardogotico a bifore e trifore. Alle spalle, sulla raccolta piazzetta dei Leoni, ornata da tre leoni rinascimentali in pietra, prospettano le abitazioni medievali dei Costa.

È possibile prevedere anche la visita guidata del  Battistero o di un Museo (ingresso a pagamento):

Il Battistero è il principale monumento paleocristiano della Liguria (prima metà V sec.); racchiude il magnifico mosaico dedicato alla Trinità ed agli Apostoli (fine V sec.) che è, con Ravenna, uno dei pochissimi in stile bizantino rimasti nel Nord Italia. Le finestre in arenaria sono invece pregevoli opere di età longobarda.

oppure

Il Museo Navale Romano conserva i reperti recuperati dal relitto di una delle più grandi navi onerarie romane finora note, naufragata ad un miglio circa dalla costa nel I secolo a.C. Quest’imbarcazione, che viaggiava con un eccezionale carico di migliaia di anfore piene di vino, costituisce uno dei più importanti documenti dell’arte nautica di Roma antica. Tra gli oggetti esposti individueremo le parti dello scafo, dadi da gioco, nocciole del I sec a.C. e le pigne utilizzate per tappare il collo delle anfore.

oppure

Il celebre piatto blu (II sec. d.C.)  

Magiche Trasparenze  comprende molti reperti (dal I sec. a.C. al III d.C.), prevalentemente in vetro,  provenienti dagli scavi delle necropoli romane di Albingaunum. Dopo la sezione dedicata alla cosmesi delle matrone, scopriremo piatti e posate di vetro, fichi del I sec. a.C. ed alcuni bicchieri dalla forma “ad anatra”, usati per bere da sdraiati. Oltre all’eccezionale “piatto blu” sono esposti oggetti particolari come un guttus tintinnabula: antenato del biberon, conteneva, oltre al latte, un piccolo oggetto a forma di animale. Una volta bevuto il latte, l’oggettino era libero di muoversi, tintinnando ed intrattenendo il neonato.

(La grande Storia incontra la storia locale. Tra gli argomenti toccati: l’età romana, bizantini e longobardi, la nascita dei Comuni, i guelfi e i ghibellini, le torri medioevali, lotte tra Comuni e Impero)

Possibile abbinamento per il pomeriggio:

ESCURSIONE STORICO NATURALISTICA LUNGO LA VIA JULIA AUGUSTA

Passeggiata storico-naturalistica di fronte all’isola Gallinaria, dalla curiosa forma di tartaruga.                             

Il percorso è molto semplice se si fa solo il primo tratto e si torna ad Albenga, è relativamente più

La via Julia, tra Albenga ed Alassio

impegnativo se si prosegue sino ad Alassio (circa 7 km); comunque, a parte il tratto iniziale, non presenta dislivelli significativi. Costruita nel 13 a.C. dall’Imperatore Ottaviano Augusto, fino al primo Ottocento fu l’unica via di comunicazione che attraversava il ponente ligure. Successivamente  Napoleone e  i Savoia costruirono la strada litoranea che oggi ha il nome di Via Aurelia. Lungo la prima parte del tracciato sono visibili i resti delle terme, dell’anfiteatro romano e di imponenti monumenti funebri (I-II sec. d.C.).

oppure

LA CIVILTA’ DELL’OLIVO.  COME FUNZIONA UN FRANTOIO?

Raccolta manuale delle olive

 “I nostri monumenti non sono nelle piazze delle nostre città, sono le nostre fasce” affermava il poeta ligure G. Boine. Molte fasce sono popolate da un mare argenteo di ulivi secolari. Presso un frantoio conosceremo l’ulivo – pianta simbolo della cultura mediterranea –, le tecniche di coltivazione e  raccolta.   Degustazione.                                                                                                           

oppure

GROTTE DI TOIRANO

Scenderemo con la guida nelle viscere della terra e contempleremo le fantasiose architetture della natura…Ascolteremo i suoni delle stalattiti e scopriremo misteriose tracce  lasciate da uomini preistorici…le grotte, un mondo incantato! (In alternativa: Grotte di Borgio Verezzi). 

4) ALLA SCOPERTA DI…GENOVA  (preferibilmente tra ottobre e marzo)

Il percorso didattico ci farà attraversare i momenti più importanti della Grande Storia: le mura del Barbarossa ci parleranno delle lotte tra Impero e Comuni, le ceneri di San Giovanni Battista e il Santo Graal ci faranno rivivere lo spirito delle crociate. L’età moderna è simboleggiata dal Siglo de oro de los genoveses. L’età contemporanea è rappresentata dalla casa di Mazzini, oggi Museo del Risorgimento, dal celebre scoglio di Quarto dei Mille, dall’emigrazione (Museo Galata) ma anche ai sontuosi palazzi e alle eleganti vie della Belle Époque. Proponiamo:

– CENTRO STORICO

– MUSEI

– TOUR DI GENOVA IN PULLMAN

CENTRO STORICO DI GENOVA

Chiesa del Gesù; sull’altar maggiore Circoncisione di P.P. Rubens (1605)  

La visita guidata di Genova prevede un percorso con guida turistica nel centro storico della durata di circa due/ tre ore (mattino o pomeriggio). Per realizzare un programma di giornata intera si può abbinare un tour panoramico in pullman oppure la visita di un museo.

La gloriosa Repubblica

Il centro storico di Genova è tra i più grandi d’Europa. Tra stretti vicoli (i famosi carruggi) e vie nobiliari, si schiudono ambienti raccolti, come piazza S. Matteo, e magnifici monumenti, come la Cattedrale di San Lorenzo, Palazzo Ducale (antica sede del governo della Repubblica di Genova) e i Palazzi dei Rolli, inseriti nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Palazzo san Giorgio – dove Marco Polo dettò il Milione a Rustichello da Pisa – cela l’ingresso al cuore medioevale della città. Genova, Janua, la porta del Mediterraneo, per secoli ha dominato i mari rendendo glorioso e temuto il vessillo della Repubblica, la croce rossa in campo bianco. La chiesa di s. Pietro in Banchi, alquanto singolare per le botteghe inglobate a pian terreno, ci mostra subito lo spirito commerciale dei genovesi. Ci ritroviamo d’improvviso immersi in un dedalo di vicoli ove si mischiano odori, sapori, culture e lingue diverse che, oggi come nel medioevo, risuonano tra botteghe e fondachi.

Statue di santi ed edicole votive ci guidano nel labirinto dei caruggi: qui, tra altissime case, i tetti

Genova, i truogoli di Santa Brigida

 sembrano toccarsi ed il sole non sfiora quasi mai il suolo.

Resti di polifore ed archi medioevali bianchi e neri riemergono dalle facciate di palazzi dalla veste secentesca, in uno stratificarsi di epoche e stili che rievoca le tante generazioni che ci hanno preceduto. Sembra quasi di sentirle le voci dei genovesi di un tempo, dogi, nobili e popolani, riecheggiare tra bassorilievi ed  affreschi, in un susseguirsi di cultura, mistero, storia e leggende. Un filo rosso ci riporta alle crociate, alle colonie nel Mediterraneo, al Mar Nero, al Medio Oriente, alla Terrasanta: vestigia di epoca romana e oggetti di provenienza orientale sono custoditi nelle nostre chiese.

Nella splendida Cattedrale di san Lorenzo, consacrata nel 1118, il suono dei magnifici organi

Cattedrale di S. Lorenzo  

accarezza le antiche mura, rivestite di una commistione di stili, dal Romanico al Gotico, dal Rinascimento al Barocco. Tra le raffigurazioni zoomorfe e fitomorfe, tipiche del XIII secolo, in facciata è scolpito un cagnolino; una inveterata tradizione sostiene che appartenesse ad uno degli architetti e che morì durante i lavori.

Palazzo Ducale

La visita guidata di Genova ci farà quindi scoprire il nucleo medioevale di Palazzo Ducale; con l’ampliamento del  XVI secolo divenne un palazzo maestoso ed imponente.

Nella deliziosa piazza san Matteo, la chiesa gentilizia della famiglia D’Oria presenta una facciata a bande bianche e nere: il marmo bianco reca incise le gesta di alcuni membri dell’illustre casato. In piazza è presente il palazzo di Branca Doria, personaggio di dantesca memoria: come traditore, la sua anima era già all’inferno mentre nel suo corpo sulla terra aveva preso dimora un diavolo. Leggenda vuole che il colore rosso su una colonna di marmo, all’interno della chiesa, sia dovuto a Branca Doria che, passando con le mani insanguinate per l’omicidio di Zanche, appoggiandosi lasciò macchie di sangue prima di scomparire.

Il secolo d’oro

Con la fondazione del Banco di san Giorgio, una delle più antiche banche europee, la grande

Atrio di Palazzo Lomellino  

Repubblica Marinara diventa capitale dell’alta finanza internazionale. I cento anni compresi tra la metà del Cinquecento e la metà del Seicento sono noti come il secolo d’oro dei genovesi. Vengono create nuove strade e nuove piazze. Le famiglie aristocratiche più ricche, come i Grimaldi, i D’Oria, gli Spinola, i Pallavicino, costruiscono splendide residenze caratterizzate da scaloni, cortili, loggiati, giardini segreti: nascono così i Rolli, ossia elenchi ufficiali di palazzi di pregio i cui  proprietari vengono obbligati ad alloggiare, a turno, re, principi, personalità importanti in visita di Stato.

Basilica della S.S Annunziata, la cupola con gli affreschi di A. Ansaldo  

Genova è una città riservata: facciate sobrie e possenti inferriate proteggono la sua intimità. Ma il suo carattere è fiero: varcata la soglia dei palazzi, atri grandiosi e logge maestose presentano affreschi con teorie di antenati illustri che sfoggiano eleganti armature romane. All’interno, la guida turistica ci svela grandi saloni affrescati, sontuosi arredi, pregiate collezioni, ricche quadrerie. Gli antichi proprietari, ritratti da Rubens e Van Dyck,  ci osservano e si riflettono negli specchi  di sontuose gallerie dorate. Eleganti dame in abiti di seta e velluto sembra attendano l’invito ad un ballo. Sono i palazzi in cui vissero Luigia Pallavicini, che ispirò la celebre ode di Foscolo, e Anna Giustiniani che si consumò nell’amore non ricambiato per Cavour.

Tra Ottocento e Novecento

Uscendo dall’abbraccio dei vicoli ci ritroviamo inaspettatamente in una piazza vasta, luminosa,

Piazza De Ferrari: palazzo della Borsa  

trionfale: siamo in Piazza De Ferrari, con la monumentale fontana, il palazzo della Borsa e il Teatro Carlo Felice. Qui il centro storico incontra lo sviluppo moderno di Genova; da qui si diramano via XX Settembre, via XXV Aprile, Galleria Mazzini, via Roma e la le arterie ottocentesche. La visita guidata può terminare nel porto antico, l’insenatura dove è nata la storia di Genova; qui il passato convive con la felice rilettura in chiave artistica data dal noto architetto genovese Renzo Piano (il celebre Acquario, inaugurato nel 1992 in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta europea dell’America, il “Bigo”, la Piazza delle Feste, la “Bolla tecnologica” creata per il G8).

Volendo prevedere un’uscita didattica per l’intera giornata si può abbinare alla visita del centro storico (durata di circa 2/3 ore) un tour panoramico in pullman oppure la visita di un museo.

MUSEI DI GENOVA

– Musei di Strada Nuova (palazzo Rosso, Bianco e Grimaldi-Doria-Tursi)

– Palazzo Reale

– Palazzo Spinola

– Villa del Principe

– Il Museo del Risorgimento

– Galata − Museo del mare

Palazzo Rosso e Palazzo Bianco  

Il percorso dei Musei di Strada Nuova (palazzo Rosso, Bianco e Grimaldi-Doria-Tursi) che comprende oltre settantacinque sale, si svolge su diversi livelli tra loggiati, corti, terrazze e giardini fino al “miradore” di Palazzo Rosso: da lassù si ha uno spettacolare panorama sulla città.

Palazzo Rosso è un’affascinante residenza, una “casa-museo” dove rivive il fascino della dimora seicentesca che ancora ospita gli arredi storici e le ricche collezioni d’arte  della famiglia Brignole-Sale,in ambienti sontuosamente decorati da stucchi e affreschi.

Palazzo Bianco è la principale pinacoteca della Liguria ed offre una ampia rassegna della scuola

Palazzo Rosso, secondo piano nobile, alcova.    

pittorica italiana e ligure dal XVI al XVIII secolo, con opere di Caravaggio, Rubens, Vouet e testimonianze di alto livello delle realtà fiamminga, spagnola, francese e olandese.

Da Palazzo Bianco si attraversa l’area archeologica che documenta la presenza della chiesa di San Francesco di Castelletto e, in un contesto di alta suggestione  si giunge a Palazzo Grimaldi-Doria-Tursi. Qui si conservano le collezioni di ceramica, con vasellame da mensa e vasi farmaceutici in cui è leggibile il nome dei medicamenti, talora veramente curiosi, utilizzati tra XVI e XVIII secolo. In altre sale sono conservati la Maddalena penitente di Antonio Canova ed il celere violino di Paganini (il cannone).

Palazzo Reale. Le collezioni della dimora patrizia comprendono beni delle famiglie che la hanno abitata, arredandola nel corso dei secoli. Ai Balbi, i primi proprietari, si deve la costruzione, nel Seicento, del nucleo più antico del palazzo e l’acquisizione di numerosi capolavori. I Durazzo resero magnifico il palazzo nel Settecento, mentre si deve alla famiglia Savoia l’ultima

Palazzo Reale, Galleria degli Specchi  

trasformazione in Reggia, ancora oggi pienamente leggibile. La Reggia ha infatti conservato intatti i suoi interni, completi dimobili e arredi originali: dipinti, sculture, arazzi, tappeti, lampadari di cristallo, in un susseguirsi di camere da letto riccamente arredate e di salotti in stile barocchetto genovese. Splendida la sala del trono. La Galleria degli Specchi, utilizzata come sede di banchetti in occasione della visita di sovrani e ambasciatori, è uno dei luoghi di meraviglia dell’architettura italiana del XVIII secolo ed è l’ambiente più scenografico del Palazzo. Una serie di splendide sculture ispirate alle Metamorfosi di Ovidio mette in scena uno spettacolo grandioso: Narciso che si strugge nell’amore di sé fino a mutarsi in fiore, Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle mire di Apollo, il ratto di Proserpina. Tra esse, alcuni capolavori di Filippo Parodi, artista genovese discepolo del Bernini.

Palazzo Spinola. La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola è ospitata nella suggestiva cornice di un

Palazzo Spinola

palazzo edificato da Francesco Grimaldi a fine Cinquecento ed arricchito da altre nobili famiglie genovesi, i Pallavicino e gli Spinola. La lussuosa residenza, tra mobili, arazzi, affreschi ed una scintillante galerie de glaces conserva capolavori di Rubens, Van Dyck, Antonello da Messina. Il palazzo custodisce anche oggetti curiosi come le veilleuses, dalle curiose forme di animali, ed ambienti inaspettati come le cucine ottocentesche ubicate nei mezzanini.

Villa del Principe. Il palazzo fu fatto costruire negli anni Venti del Cinquecento dal grande ammiraglio Andrea Doria, uomo d’armi leggendario. Egli diede vita ad una corte rinascimentale di cui fecero parte artisti di prim’ordine come Perin del Vaga, allievo di Raffaello; egli realizzò nella

Villa del Principe. Salone degli Arazzi di Alessandro Magno  

Villa uno dei cicli pittorici rinascimentali più importanti del nord Italia.  Nelle sale si conservano affreschi, dipinti e sculture, oltre ad una pregevole serie di arazzi. Gli arazzi, tessuti con filati d’oro, d’argento, seta e lana, furono realizzati intorno al 1460 nel Ducato di Borgogna; rappresentano in modo fiabesco diversi episodi della biografia di Alessandro Magno. Curiosa la raffigurazione dell’eroe che sale al cielo all’interno di una gabbia alla quale sono incatenati quattro grifoni che sbattono le ali nel tentativo di raggiungere i prosciutti tenuti in alto da Alessandro. La visita guidata si completa con il giardino all’italiana, un tempo affacciato direttamente sul mare.

Il Museo del Risorgimento è collocato nella casa natale di Giuseppe Mazzini, ma celebra anche altri grandi liguri, come Garibaldi e Mameli. Il Museo offre un percorso storico che, attraverso armi, divise, cimeli, bandiere e documenti, copre un ampio arco cronologico, dalla rivoluzione del Balilla fino alla nascita della Repubblica.

TOUR DI GENOVA IN PULLMAN

Uscendo dal centro storico si incontra la Genova realizzata tra XIX e XX secolo quando la zona di Sampierdarena era nota come la Manchester d’Italia. Siamo tra i palazzi della Belle Époque, in una città verticale, tra ascensori, funicolari, cremagliere. A bordo del pullman visiteremo i quartieri più recenti, con alcune soste per foto in punti panoramici.

Per salire a Castelletto intercettiamo creuze tortuose e vecchie mulattiere…scorci della Liguria

Panorama da Castelletto  

cantata da Eugenio Montale.

Ma si può salire quassù anche con un ascensore di inizio Novecento che culmina in una loggia vetrata in stile liberty. Una lirica di Giorgio Caproni lo ha reso celebre:

“Quando mi sarò deciso
d’andarci in paradiso
ci andrò con l’ascensore
di Castelletto…”
(Giorgio Caproni, da “L’ascensore”)

Da questa suggestiva terrazza sospesa sul centro storico la vista abbraccia torri medioevali e cupole barocche, tetti in ardesia, miradores, abbaini, ponti e giardini pensili. Sullo sfondo, al di là del  porto brulicante di traffici e navi, si stagliano all’orizzonte gli Appennini e le più alte vette delle Alpi Marittime.

Proseguiamo il percorso nei quartieri borghesi: a inizio Novecento illustri architetti progettarono palazzi moderni dotati di ogni comfort ma al tempo stesso liberando la fantasia in una gara per sorprendere, con un tripudio di ornamenti vegetali e animali che ci proiettano in un mondo fiabesco e onirico. Genova è una città scenografica, con testimonianze architettoniche e artistiche dal Razionalismo al Liberty, dal Romanticismo al Neogotico. Risaltano in particolare le  architetture esuberanti di Gino Coppedè: bestie, guerrieri, meduse e altri simboli misteriosi ed esoterici in cui la figura femminile, ammantata di mistero, diviene centrale.

Lasciando l’elegante via XX Settembre con il Ponte Monumentale, la casa di Colombo e il quartiere di Carignano, si giunge in Piazza della Vittoria; qui l’attenzione è rapita dall’Arco di Trionfo e dalla scalinata con gli arredi floreali delle aiuole raffiguranti le tre caravelle di Colombo.

Boccadasse  

Raggiungiamo quindi il quartiere di Albaro, anticamente luogo di delizie scelto dalla nobiltà genovese per edificarvi, fin dal Cinquecento, splendide residenze di villeggiatura immerse nel verde: villa Saluzzo-Bombrini, conosciuta come “il Paradiso”, villa Saluzzo-Mongiardino che ospitò George Byron, o villa Bagnarello, dimora del soggiorno genovese di Charles Dickens.

Arriviamo così a Boccadasse: le sue casette dai colori pastello, i gozzi e le reti dei pescatori sulla piccola spiaggia, ne fanno uno dei luoghi più amati dai genovesi.

5) PORTOFINO E IL PARCO NATURALE

(preferibilmente tra ottobre e marzo)

a) Escursione in battello con visita di piccoli borghi affacciati sul mare e della splendida baia di

La Baia di Portofino  

Portofino, l’antica “Portus Delphini” per il gran numero di delfini che si rifugiavano nelle sue acque.

Ed ecco, all’improvviso, scoprirsi un’insenatura nascosta, di ulivi e castagni. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino” (Guy de Maupassant). Ricordato da Plinio il Vecchio come “Portus Delphini”, per il gran numero di delfini che popolavano le acque circostanti il golfo, Portofino è stato per secoli un sicuro approdo per le navi.

Incastonata nel Promontorio di Portofino c’è la suggestiva Baia di S. Fruttuoso: sul fondale marino spalanca le braccia il Cristo degli Abissi, statua bronzea realizzata fondendo medaglie ed elementi navali.

b) Escursioni naturalistiche sui sentieri del Parco di Portofino (calzature idonee).

Suggeriamo:

Trekking: il Monte di Portofino e la Baia di San Fruttuoso

Ruta di Camogli (250 m) – Pietre Strette (425 m) – San Fruttuoso di Camogli (5 m). Pranzo al sacco, relax, breve visita del piccolo nucleo abitato dominato dall’Abbazia dei Doria.

Questa classica escursione prevede l’incontro con la guida ambientale a Recco; con il vostro

La Baia di S. Fruttuoso  

pullman si raggiungerà Ruta di Camogli (270 mt slm), posta sul crinale sullo spartiacque tra i due golfi, dove inizia l’escursione. Lungo il percorso la vegetazione spontanea si alterna a colture e i conglomerati di Portofino si sostituiscono ai calcari di Monte Antola. Costeggiando la vetta del Monte di Portofino (610 mt slm), proseguiremo in un ambiente di bosco misto fino alla località Pietre strette (425 mt slm). Da qui, con la nostra guida escursionistica si può proseguire per Portofino con un sentiero più facile, oppure continuare sull’itinerario classico per San Fruttuoso di Camogli (con una discesa relativamente impegnativa nella parte finale). A San Fruttuoso, dopo una sosta per un bagno o relax in spiaggia, si può visitare la millenaria abbazia dei Doria. Nel pomeriggio si prosegue in battello verso Portofino e Santa Margherita oppure verso Camogli.

oppure

Trekking Santa Margherita  – Mulino del Gassetta  – Portofino

Salendo tra belle ville giungeremo in prossimità del Santuario di N.S di Nozarego. La guida naturalistica ci condurrà quindi nella “Valle dei Mulini”, dove esistono i resti di 35 mulini utilizzati

Il giardino dell’Abbazia della Cervara

in passato per la molitura di castagne e granaglie e la frangitura delle olive. L’acqua che sgorga dalle numerose sorgenti del Promontorio proviene sia dalle precipitazioni atmosferiche, sia  dalla condensa del vapore acqueo portato a terra dai venti marini carichi di umidità, che si raffreddano nella salita in quota. In parte l’acqua si distribuisce  nell’intricato dedalo di fratture che caratterizza sia il conglomerato, sia i calcari del Monte Antola. Nei punti in cui lo scorrimento delle acque sotterranee è impedito dalla presenza di strati impermeabili, si formano importanti serbatoi d’acqua naturali, che determinano la presenza di sorgenti, attive anche nella stagione estiva e nei periodi secchi.

6) LA COSTA AZZURRA E L’IMPERIESE

 (preferibilmente tra ottobre e marzo)

MONACO E MONTE CARLO

Escursione guidata al Principato di Monaco, con visita della città vecchia, dei giardini Saint-

Il casinò di Montecarlo  

Martin, della Cattedrale con le tombe degli antenati del casato Grimaldi; suggestiva la cerimonia del cambio della guardia alle 11,55. Pranzo a monaco Ville.

Nel pomeriggio, passando lungo il percorso del gran Premio di Formula 1 da Monaco verrà raggiunto Montecarlo, con il celebre Casinò, l’elegante Cafè de Paris, l’atmosfera mondana dei negozi con grandi firme dell’alta moda e della gioielleria. Attraverso un percorso costiero dall’impareggiabile vista panoramica, si potrà raggiungere Eze; ai piedi di questo borgo medievale, un vero “nido di aquile”, vi è la celebre Profumeria Fragonard (visite guidate).

NIZZA e SAINT PAUL DE VENCE

A Nizza motivi di interesse sono la città vecchia, con le facciate dipinte a trompe l’oeil, gli edifici medioevali e barocchi, l’acropoli. Poco distante da Nizza, Saint-Paul-de-Vences sorge su uno scosceso versante montano ed è una popolare meta turistica, scelta in passato da artisti e pittori come Amedeo Modigliani e Marc Chagall.

L’IMPERIESE (preferibilmente tra ottobre e marzo)

Dolceacqua, antico borgo ligure, con possibile visita del Visionarium (proiezioni in 3D sulla val Nervia, tra profumi ed effetti speciali). ––  San Remo.

7) SOGGIORNI  IN  LIGURIA

In collaborazione con Agenzie di viaggio e Tour operator è possibile organizzare soggiorni (due o più giorni) in occasione di gite scolastiche in Liguria. Di seguito indichiamo alcuni possibili suggerimenti per le scuole superiori:

1) TRA STORIA E NATURA. LIGURIA POETICA

Primo giorno: mattino: Noli, la V° Repubblica Marinara? – pomeriggio:  trekking da Noli a Varigotti lungo il sentiero del Pellegrino.

Secondo giorno: mattino:  Albenga romana e medioevale – pomeriggio:   trekking da Albenga ad Alassio lungo la via Julia Augusta.

2) CASTELLI DI LIGURIA, TRA MARE E OLIVI

Primo giorno: mattino:  Finalborgo, uno dei “Borghi più belli d’Italia” – pomeriggio:   tour dei castelli (si

Camogli  

costeggia il quattrocentesco Castel Gavone e si può visitare la fortezza spagnola di Castel San Giovanni).

Secondo giorno: mattino:  Il Castello di Noli – pomeriggio:   Varigotti, un covo di saraceni?

3) GENOVA, PORTOFINO

Primo giorno: Il centro storico di Genova e i Musei di Strada Nuova.

Secondo giorno: Portofino e il suo parco naturale (escursioni nella natura/ itinerari in battello).

4) MONACO – MONTECARLO – L’IMPERIESE

Primo giorno: Il Principato di Monaco, Montecarlo, Eze.

Secondo giorno: Sanremo e il fascino segreto dell’entroterra ligure (Dolceacqua).

Telefono: 3394402668   (anche whatsapp)      guideliguria@gmail.com (altro indirizzo:  guideliguria@libero.it)                                                           


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